Riferimenti teorici
Ricerche su pazienti oncologici evidenziano che l'utilizzo della musicoterapia può determinare riduzione d'ansia, miglior controllo del dolore, maggiore compliance ai trattamenti, migliore attività corporea, supporto nella terapia (Meschede, Bender & Pfeiffer, 1983 Ficker, 1983; Updike, 1990; Reinhardt; Lengdobler & Kiessling, 1989; Aldridge, 2002; Standley, 1995; Wheeler, 2005, Magill 2006,Pavlicevic 2000, Hanser 2007, Bruscia 2005).
Scopi
Lo scopo principale della pratica e dello studio è quello di rilevare cambiamenti nei livelli individuali di alessitimia, di ansia, depressione e rapporto con il proprio corpo.
Metodo
I pazienti sono afferenti all'U.O.C. di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell'A.O.U. "S.Martino" di Genova. Il campione è formato da maschi e femmine, età compresa tra i 20 e i 60 anni. Si utilizzano modelli e tecniche europee ed extraeuropee integrate. Vengono inoltre somministrati questionari: scheda anagrafica con variabili sociopsicologiche al reclutamento; Toronto Alexithymia Scale (TAS-20) e Hospital Anxiety and Depression Scale (HADS), apposita intervista semi-strutturata su 5 aree psicomusicali nel corso e a fine trattamento, con feedback verbale.
Risultati
Lo studio è ancora in corso e i risultati provengono dai report verbali , dalla scheda anagrafica, dall'intervista semi-strutturata e da cartelle di seduta. Emergono i risultati in termini di riduzione dell'ansia, controllo del dolore, rapporto con il proprio corpo, con la musica e nei rapporti interpersonali.
Conclusioni
Emergono nei pazienti bisogni comuni e si individua una diffusa mancanza di capacità di rilassamento. Il rapporto con il proprio corpo è per la maggior parte vissuto con ambivalenza.